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GuerraGeorgia: le azioni “umanitarie” al servizio della guerraSubmitted by RivoluzioneInte... on Lun, 20/10/2008 - 19:05.
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Dopo i sanguinosi scontri del mese di agosto in Georgia1, la propaganda borghese, in particolare in Europa, ci assicura che i governi faranno tutto il possibile per trovare una soluzione di pace nel Caucaso. Come prova della loro buona fede citano le operazioni umanitarie in corso, in cui navi da guerra americane e della NATO portano viveri e medicinali alla popolazione georgiana. Di fronte alla curiosità che suscita questo aiuto Recrudescenza di attentati nel mondo. La follia omicida del capitalismoSubmitted by RivoluzioneInte... on Lun, 13/10/2008 - 19:25.
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L’estate che
si è appena chiusa da qualche giorno ha segnato un’accelerazione incredibile
del processo di degradazione del sistema sociale, politico ed economico in cui
viviamo. In particolare lo sviluppo della barbarie ha fatto passi da gigante attraverso
i vari attentati che hanno insanguinato le strade e le piazze di tanti paesi
come Afghanistan, Iraq, Pakistan, Turchia, Cina, India, Algeria, Libano … con
Il capitalismo è guerraSubmitted by ICConline on Sab, 11/10/2008 - 13:01.
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Questa estate è stata segnata da un nuovo scatenamento della barbarie guerriera del capitalismo. In Georgia, Afganistan, Libano, Algeria, Pakistan, sono state essenzialmente le popolazioni civili che sono state selvaggiamente massacrate nei conflitti armati tra le differenti bande imperialiste. E sono dei giovani, appena usciti dall’adolescenza, che sono stati inquadrati per servire da carne da cannone negli attentati terroristi e negli interventi militari delle piccole e grandi potenze. Guerra in Georgia: tutte le potenze sono fautrici di guerra!Submitted by ICConline on Mer, 20/08/2008 - 11:08.
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Ancora una volta il Caucaso è stato messo a ferro e fuoco. Nello stesso momento in cui Bush e Putin assaggiavano dei dolci a Pechino e assistevano praticamente fianco a fianco alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici, preteso simbolo di pace e di riconciliazione tra i popoli, il presidente georgiano Saakachvili da una parte - protetto dalla Casa bianca - e la borghesia russa dall’altra, inviavano i loro soldati per compiere un terribile massacro di popolazioni. Questa guerra ha dato luogo ad una nuova Venti di guerra in Sud America (comunicato sulle tensioni esistenti fra Colombia, Ecuador e Venezuela)Submitted by RivoluzioneInte... on Lun, 28/04/2008 - 13:42.
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Con il seguente comunicato, Internacionalismo - sezione della CCI in Venezuela, analizza gli eventi in Sud America a seguito della presenza di truppe colombiane in territorio ecuadoriano. Gli eventi All’ordine del giorno della borghesia turca: guerra, terrore, caos e barbarieSubmitted by ICConline on Gio, 28/02/2008 - 21:44.
Pubblichiamo qui di seguito un volantino che abbiamo ricevuto dai compagni di Enternasyonal Komünist Sol (EKS) in Turchia e che prende posizione contro le minacce di guerra dello Stato turco contro i Kurdi alle frontiere con l’Iraq. La versione completa di questo volantino può essere letta sul nostro sito in lingua turca (EKA), tedesca ed inglese. Rapporto sulla conferenza in Corea - ottobre 2006Submitted by RivistaInternaz... on Sab, 22/12/2007 - 22:50.
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Nel
giugno 2006, la CCI ha ricevuto un invito da parte della Socialist Political
Alliance (SPA), un gruppo della Corea del Sud che si richiama alla tradizione
della Sinistra comunista, di partecipazione ad una "Conferenza
internazionale dei Marxisti rivoluzionari"; questa Conferenza si sarebbe
tenuta nelle città di Seul e di Ulsan, nel mese di ottobre di questo stesso
anno. Eravamo già in contatto con la SPA da circa un anno e, malgrado le
inevitabili difficoltà di lingua, abbiamo iniziato delle discussioni, in
particolare sulle questioni della decadenza del capitalismo e delle prospettive
per lo sviluppo delle organizzazioni comuniste nel periodo attuale.
La lotta di classe contro la guerra imperialista. Le lotte operaie nell'Italia del 1943Submitted by CCI on Gio, 01/11/2007 - 19:36.
Replica al BIPR: LA NATURA DELLA GUERRA IMPERIALISTASubmitted by CCI on Gio, 01/11/2007 - 19:00.
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Cina 1928-1949: ANELLO DELLA GUERRA IMPERIALISTASubmitted by CCI on Gio, 01/11/2007 - 18:57.
Secondo la storia ufficiale nel 1949, in Cina avrebbe trionfato una
"rivoluzione popolare". Questa idea, diffusa tanto dalla democrazia
occidentale, che dal maoismo, fa parte della mostruosa mistificazione mesa in
atto con la controrivoluzione staliniana sulla sedicente creazione degli
"stati socialisti". E' vero che la Cina, dal 1919 al 1927 ha
conosciuto un imponente movimento della classe operaia, parte integrante
dell'ondata rivoluzionaria internazionale che ha scosso il mondo capitalista in
quegli anni; questo movimento però si concluse con un massacro della classe
operaia. Per contro, ciò che gli ideologi della borghesia presentano come il
"trionfo della rivoluzione cinese" non è altro che l'instaurazione di un capitalismo
di Stato nella sua variante maoista, il culmine del periodo di conflitti imperialisti
in territorio cinese, periodo aperto dal 1928, dopo la disfatta della
rivoluzione proletaria.
Cina 1928-1949, anello della guerra imperialista (II)Submitted by CCI on Gio, 01/11/2007 - 18:36.
Nella prima parte di questo articolo (Rivista
Internazionale n. 19) abbiamo tentato di riappropriarci dell'esperienza storica
rivoluzionaria della classe operaia in Cina. L'eroico tentativo insurrezionale
del proletariato di Shanghai il 21 marzo 1927 fu, al tempo stesso, il punto
culminante del formidabile movimento della classe operaia iniziato in Cina nel
1919 e l'ultima esplosione dell'ondata rivoluzionaria internazionale che aveva
fatto tremare il mondo a partire dal 1917. Tuttavia, le forze alleate della
reazione capitalista (il Kuomintang, i "Signori della guerra" e le
grandi potenze imperialiste), rafforzate dalla complicità dell'Esecutivo di una
Terza Internazionale (IC) in pieno processo di degenerazione, arrivarono a distruggere
questo movimento da cima in fondo.
Africa nera, Algeria, Medio Oriente. Le grandi potenze principali responsabili dei massacriSubmitted by CCI on Gio, 01/11/2007 - 17:05.
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“Più ancora che nel campo economico, il caos caratteristico del periodo di decomposizione rivela i suoi effetti in quello delle relazioni politiche tra gli Stati. Al momento del crollo del blocco dell'Est che portava alla scomparsa del sistema di alleanze uscito dalla seconda guerra mondiale, la CCI aveva messo in evidenza: · che questa situazione metteva all'ordine del giorno, senza che ciò fosse immediatamente realizzabile, la ricostituzione di nuovi blocchi, uno diretto dagli Stati Uniti e l'altro dalla Germania; · che, nell'immediato, ciò sarebbe sfociato in uno svilupparsi di scontri aperti che “l'ordine di Yalta” era riuscito fino a quel momento a mantenere in un quadro “accettabile” per i due grandi gendarmi del mondo. (…). Dibattito con il BIPR: il metodo marxista e l'appello della CCI sulla guerra nella ex JugoslaviaSubmitted by CCI on Mer, 31/10/2007 - 22:12.
Dopo qualche segno di riconoscimento e di dibattito tra i gruppi della Sinistra Comunista nel corso di questi ultimi anni, compresa una riunione pubblica in comune sulla Rivoluzione russa tra il Bureau Internazionale per il Partito Rivoluzionario (BIPR) e la CCI in Gran Bretagna, la guerra nei Balcani ingaggiata dalla Nato, rappresentava un test per valutare la capacità di questi gruppi ad assumere una difesa comune dell’internazionalismo proletario quanto più larga e più forte possibile. Malauguratamente i gruppi hanno rifiutato un appello della CCI per una dichiarazione comune contro la carneficine imperialista nella ex-Jugoslavia. Abbiamo già fatto un primo bilancio delle reazioni seguite a questo appello nella nostra Revue Internationale n. 97. In questo articolo risponderemo brevemente all’idea avanzata dal BIPR secondo la quale il metodo politico della CCI, supposto essere “idealista”, giustificava un tale rifiuto.Massacri in Cecenia: ipocrisia e complicità nella barbarie capitalistaSubmitted by CCI on Mer, 31/10/2007 - 22:03.
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Le guerre si susseguono alle guerre. Dopo il Kosovo, Timor Est. Dopo Timor Est, la Cecenia. Tutti rivaleggiano nell’orrore e nei massacri. Il conflitto tra l’esercito russo e le milizie cecene è particolarmente sanguinario e tragico per la popolazione della Cecenia. “L’ultimo bilancio da parte cecena è di 15.000 morti; 38.000 feriti ; 22.000 rifugiati; 124 villaggi completamente distrutti; ai quali si aggiungono 280 villaggi distrutti all’80%. Dicono che 14.500 bambini sono mutilati e 20.000 orfani” (The Guardian, 20/12/99). Iraq. Il massacro continuaSubmitted by RivoluzioneInte... on Dom, 07/10/2007 - 21:15.
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L’estate del 2007 è stata ancora una volta marcata dal crescente caos militare e dall’orrore nella maggior parte del mondo. Mentre in Libano la situazione si è momentaneamente calmata (con l’eccezione della carneficina nel campo profughi di Nahr el-Bared dopo una lunga tregua tra l’esercito e gli islamici), in Afghanistan si è avuta una netta ascesa nello scontro e negli attacchi terroristici da parte dei Talebani. Nel frattempo il massacro in Iraq è continuato senza tregua. A dozzine muoiono ogni giorno, sia nei conflitti armati che negli attentati suicidi, la maggior parte dei quali diretti sulla popolazione inerme.
1937: il “Fronte popolare” contro gli operai di BarcellonaSubmitted by RivoluzioneInte... on Lun, 25/06/2007 - 16:47.
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Il 4 maggio e i giorni seguenti si commemora il 70° anniversario dei tragici avvenimenti del maggio 1937 in cui il governo della Repubblica – con la complicità diretta dei dirigenti della CNT e del POUM (1) – hanno massacrato gli operai di Barcellona che si erano sollevati, esasperati da uno sfruttamento brutale accresciuto dallo “sforzo” di guerra. Noi pensiamo che un grande dibattito sia oggi indispensabile per tirare le lezioni di questi avvenimenti e per fornire dei contributi; riproduciamo qui di seguito l’articolo d’intervento che i nostri predecessori, la Sinistra Comunista d’Italia e del Belgio, avevano pubblicato in questa occasione nella rivista Bilan (1933-1938). Noi speriamo così di suscitare un dibattito sincero e aperto che vada fino al fondo delle cose, che permetta alle generazioni attuali della classe operaia di tutti i paesi che non hanno vissuto questa tragedia di rafforzarsi nella loro lotta contro un capitalismo ogni volta più barbaro e inumano. Corrente Comunista Internazionale (1° maggio 2007)
Dichiarazione internazionalista dalla Corea contro la minaccia di guerraSubmitted by ICConline on Gio, 02/11/2006 - 01:21.
Alla fine di ottobre 2006, l’Alleanza Politica Socialista (SPA) ha convocato una conferenza di organizzazioni, gruppi e militanti internazionalisti nelle città coreane del sud di Seul e di Ulsan. Per quanto modesti fossero i numeri delle persone presenti, l’SPA, per quanto ne sappiamo, è la prima espressione organizzata nell’Estremo-Oriente dei principi della Sinistra Comunista e questa conferenza era certamente la prima del genere. Come tale, essa ha un’importanza storica e la CCI le ha dato il suo pieno e convinto sostegno inviando una delegazione per parteciparvi. (1)
Conflitto in Israele, Libano e Gaza: il ‘movimento per la pace’ è un movimento per la guerra.Submitted by RivoluzioneInte... on Mar, 10/10/2006 - 20:06.
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Il pacifismo è un alleato della guerra non solo in Italia, come facciamo vedere in altra parte del giornale. Qui riportiamo un articolo della nostra sezione in Gran Bretagna che fa vedere come anche laggiù il pacifismo non ha perso l’occasione per schierarsi a fianco di uno dei due contendenti, supposto essere “l’attaccato”
Le scuse per il brutale assalto delle forze armate israeliane prima su Gaza e poi sul Libano hanno raschiato la parte inferiore del barile per trovare ‘giustificazioni’ che restano ben discutibili.
Quando Internet diventa strumento di solidarietà tra due fronti oppostiSubmitted by RivoluzioneInte... on Mar, 10/10/2006 - 20:00.
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L'attuale conflitto in Libano ha luogo in un'area che non solo è strategicamente una delle più importanti al mondo, ma anche una di quelle più densamente popolate e urbanizzate. Siamo ben lontani dai deserti dell'Iraq del sud o degli altopiani dell'Afghanistan. In questo senso il conflitto attuale, forse anche più di quelli nei Balcani negli anni '90, necessariamente riporta alla mente gli orrori della seconda guerra mondiale e induce una riflessione su quello che la società attuale ci riserva.
Iran, Iraq, Medio Oriente: l’inesorabile sprofondamento del capitalismo nella barbarie e nel caosSubmitted by RivoluzioneInte... on Lun, 05/06/2006 - 22:51.
Il triplice attentato del 24 aprile a Dahab, stazione balneare egiziana molto frequentata dai turisti, che ha fatto circa 30 morti e 150 feriti, è venuto a ricordare alle popolazioni del mondo che non c’è niente al riparo dal furore terrorista e guerriera che infuria sul pianeta. E non saranno le “condanne unanimi” e le dichiarazioni ipocrite degli uomini di Stato, per i quali questo attentato “solleva sentimenti di orrore ed indignazione” o che rigettano questo atto di “violenza odiosa”, che cambieranno qualche cosa. Al contrario, questo attacco rivolto contro degli innocenti che erano venuti a passare qualche giorno di vacanza ha costituito per essi una nuova occasione, dietro le loro lacrime da coccodrillo, di riaffermare la loro “lotta contro il terrorismo”, cioè la prospettiva della continuazione di nuovi massacri, a scala ancora più ampia.
Iraq, Giordania: l’estensione di una situazione di caos sempre più incontrollabileSubmitted by RivoluzioneInte... on Mer, 07/12/2005 - 12:13.
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Sono ormai più di due anni che l’esercito americano ha preso il controllo dell’Iraq. E sono ugualmente più di due anni che il caos si sviluppa implacabilmente su tutto il paese. Circa 120.000 morti nella popolazione, 2000 soldati americani uccisi e 18.000 feriti, senza contare le distruzioni di abitazioni o di edifici pubblici: l’Iraq conosce una delle peggiori situazioni della sua storia, dopo la II Guerra mondiale e la guerra contro l’Iran. Ma, oltre alle devastazioni che si abbattono sugli Iracheni, questa guerra ha per effetto di attizzare ulteriormente le tensioni imperialiste di piccoli e grandi paesi, ed è l’insieme del Medio e vicino Oriente che è entrato irrimediabilmente in un periodo di instabilità più esplosiva che mai. Il triplo attentato di Amman in Giordania, che era stata finora risparmiata, ha segnato in maniera chiara la dinamica attuale di estensione di questa instabilità. Il terrorismo è un’arma di guerra della borghesiaSubmitted by RivoluzioneInte... on Dom, 02/10/2005 - 23:59.
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Per tre settimane in luglio il mondo ha tremato di fronte ad un’ondata di attentati omicidi di una frequenza senza precedenti, da Londra a Sharm el-Sheikh e in Turchia. A questi si aggiungono le bombe che esplodono quotidianamente in Irak, in Afghanistan, nel Libano o nel Bangladesh. Gli Stai ed i loro governi vogliono farci credere che loro combattono il terrorismo e che sono capaci di proteggere le popolazioni dagli attentati. Quale menzogna! La pace è impossibile nel capitalismo decadenteSubmitted by RivoluzioneInte... on Ven, 01/04/2005 - 18:19.
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La società in cui viviamo, società capitalista, sta ancora una volta marciando in guerra: la Serbia ieri, l'Afghanistan e Iraq oggi, l'Iran o la Siria domani ed conflitti ancor più gravi in futuro. Non stiamo andando verso una nuova grande guerra mondiale, ma verso guerre sempre più caotiche sparse in tutto il mondo. La minaccia è comunque la stessa: la distruzione dell’umanità, a meno che questo sistema non venga rovesciato. Libano, Siria, Iran... Verso l’apertura di nuove zone di scontri imperialistiSubmitted by RivoluzioneInte... on Ven, 01/04/2005 - 17:10.
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Con l’assassinio del vecchio primo ministro libanese, Rafic Hariri, si è riacceso un focolaio di scontri imperialisti in Medio Oriente. Questo nuovo episodio della barbarie capitalista, che si sviluppa a livello mondiale ed in particolare nel Vicino e Medio Oriente e si manifesta con sanguinosi regolamenti di conti ed una spirale senza fine di attentati terroristici che colpiscono ciecamente le popolazioni, ci ricorda che tutti i discorsi di pace della borghesia, di paesi grandi e piccoli, non sono che spudorate fesserie e cinismo. Sono proprio queste frazioni nazionali della borghesia che, non contente di seminare morte, come gli Stati Uniti in Iraq o la Francia in Africa, manipolano le molteplici bande di terroristi. Iraq: la barbarie senza fineSubmitted by RivoluzioneInte... on Mar, 01/02/2005 - 11:33.
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In Iraq si succedono attentati dopo attentati. La morte falcia le vittime a dozzine. L’esercito americano conta fino ad oggi 1276 morti (dei quali più di 100 nell’ultimo mese) e 9765 feriti. L’assalto su Falluja ha fatto almeno 2000 vittime tra i ribelli. Nessun bilancio è stato reso noto circa le dozzine di migliaia di abitanti intrappolati negli scontri che non erano potuti scappare. Il bilancio della guerra è di minimo 15.000 vittime. Una rivista medica inglese avanza un bilancio realistico di almeno 100.000 morti! Fahrenheit 9/11. Realtà oscure della guerra in IraqSubmitted by RivoluzioneInte... on Lun, 01/11/2004 - 01:58.
Si è fatta la fila
quest’estate per vedere il film di Michael Moore, Fahrenheit 9/11, che
ha vinto la Palma d’oro al Festival del Cinema di Cannes, più per i suoi
aspetti politici che per le qualità artistiche. Negli Stati Uniti le varie
controversie sul film sono state il riflesso delle divisioni all’interno della
borghesia americana sulla condotta della guerra in Iraq. La
Walt Disney, produttrice del film, all’inizio aveva deciso di bloccarne la
distribuzione temendo di offendere l’amministrazione di Bush per il suo duro
attacco politico. L’ex-governatore di New York Mario Cuomo, importante politico
democratico e legale di Moore nei suoi tentativi di far distribuire il film, ha
detto che stava lottando per far vedere il film in tutto il paese perché
credeva che ogni americano dovesse vederlo, che il suo messaggio fosse vitale
per la democrazia.
Un dibattito tra rivoluzionari a Berlino: le cause della guerra imperialistaSubmitted by RivoluzioneInte... on Ven, 08/10/2004 - 19:18.
Nel
numero scorso del giornale abbiamo pubblicato un articolo di
bilancio della prima riunione che il BIPR (Bureau Internazionale
per il Partito Rivoluzionario) ha tenuto a Berlino all’inizio
di quest’anno che aveva come tema la situazione della lotta
di classe. Come già annunciato, pubblichiamo qui un
articolo sulla seconda riunione del BIPR, alla quale ha
partecipato la CCI, tenutasi sempre a Berlino a metà maggio
dove è stato affrontato il tema della guerra imperialista.
Se abbiamo ritenuto necessario dare un tale spazio per raccogliere
i vari elementi scambiati tra la nostra organizzazione ed il BIPR
nel corso di questa discussione, è per l’importanza
che questi hanno e per l’utilità che possono avere
per chi è interessato a conoscere meglio ciò che
unisce e ciò che distingue le due principali organizzazioni
della Sinistra Comunista su di una questione di fondo come la
guerra.
La tragedia dell’Iraq mostra la prospettiva del mondo attuale in mancanza di un’alternativa di classeSubmitted by RivoluzioneInte... on Ven, 16/04/2004 - 23:39.
Le
drammatiche notizie provenienti in questi ultimi giorni dall’Iraq
stanno sempre più spingendo milioni di persone in tutto il
mondo a capire cosa sta succedendo in questo paese e perché.
In particolare la cattura e l’uccisione di ostaggi italiani,
dopo la strage di carabinieri consumata a Nassyria, e a poca
distanza dalla strage di quasi duecento lavoratori per gli
attentati di Madrid, pone in termini sempre più crudi la
domanda: “ma come siamo arrivati a tanto?”.
Il Medio Oriente resta la posta in gioco dell’imperialismo mondialeSubmitted by RivoluzioneInte... on Lun, 06/10/2003 - 00:56.
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Due anni fa, l’attentato
dell’11 settembre sulle Twin Towers a New York apriva la
strada ad un’accelerazione senza precedente degli scontri
imperialisti dalla fine della Guerra fredda. Questo ulteriore
passo del mondo nel caos ha avuto come giustificazione la “lotta
contro il terrorismo internazionale” e la “lotta per
la difesa della democrazia”.
Sulle manifestazioni pacifiste in tutto il mondo: per lottare contro la guerra bisogna combattere il capitalismoSubmitted by RivoluzioneInte... on Sab, 05/04/2003 - 01:34.
Lo scorso 15
febbraio, nel mondo intero, le strade delle principali metropoli
di tutti i continenti hanno risuonato di slogan quali: “No
alla guerra!”, “Niente sangue per il petrolio!”,
“Rifiutiamo una nuova carneficina!”, “Bush,
Sharon, assassini!”, “Che assurdità è la
guerra!” ed altri dello stesso tipo.
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